Fortunato BELLONZI

Fortunato BELLONZI

Nasce a Pisa nel 1907. Si trasferisce a Roma dove diventa scrittore, critico d'arte, saggista. Diventa segretario generale della Quadriennale di Roma. Nel 1986 vive una grave situazione economica e, dopo aver richiesto l'intervento della "legge Bacchelli", gli viene assegnato un vitalizio mensile. Muore a Roma nel 1993.

Oltre che critico militante nell'attualità, fu anche storico dell'arte italiana fra Ottocento e Novecento; fu inoltre pittore, letterato, poeta, organizzatore culturale. Era un gran signore e persona coltissima: ricordo che una sera, in un teatro di Pescara, recitò a memoria un canto della Divina Commedia. Dal 1951 al 1983 fu segretario generale della Quadriennale di Roma, dove nel 1974 invita anche Tono Zancanaro che crea appositamente una opera di grandi dimensioni ( m 1,80x4,20) che crea problemi di censura per via dei nudi maschili raffigurati, e che Bellonzi gestisce in manoiera diplomatica e spiritosa. Come segretario della Quadriennale con documentate pubblicazioni e con mostre anche all'estero, promosse e fece conoscere l'arte italiana. Si deve a lui la riscoperta e la valorizzazione di artisti importanti come Previati, Sartorio, De Carolis, Bistolfi. Il suo stile critico era formato da raffinati ingredienti: amore per la tradizione italiana, sereno equilibrio di giudizio che non indulgeva all'antiarte contemporanea, accurato studio delle opere, scorrevolezza di scrittura, per cui leggerlo era insieme un piacere e un arricchimento della conoscenza.