Realismo

oltre che nella satira politica l’impegno politico di Tono si manifesta inoltre attraverso il suo impegno diretto verso il mondo del lavoro e l’interesse per il relativo ambiente. In occasione della drammatica esperienza dell’alluvione dell’inverno 1951, ad esempio, si reca in Polesine. Anche se Tono condivide a suo modo una cultura di "partito" con creazioni a soggetto – come nel caso dei ritratti con sfondi di bandiere rosse – nelle raffigurazioni delle mondine (v) di Roncoferraro (v) o di Barbassolo (v) non vi è nulla di volontaristico o programmato, ma si tratta semplicemente del naturale proseguo delle fasi precedenti, particolarmente sotto il profilo politico. Nei ritratti di questo periodo, forse in misura maggiore per le raffigurazioni dei "banditi" o "pionieri" di Comacchio (v), ritorna l’uso della macchia scura che era stato tralasciata dopo il perido rosaiano.