Quaderni di viaggio

Durante i suoi numerosi spostamenti con ogni mezzo di trasporto, principalmente il treno prima e l’automobile poi, Tono aveva l’abitudine di disegnare continuamente, sia per fissare, in una sorta di diario di viaggio, immagini e pensieri del momento, sia per mantenere la mano e la mente in esercizio. Era, infatti, solito dire che la mano "ricordava" il movimento, ed allora in viaggio, così come il pianista si porta appresso la tastiera muta per l’esercizio delle dita, l’artista doveva portarsi dietro il materiale per permettere alla mano di ricordare il movimento appreso per la realizzazione di una particolare forma, qualunque essa fosse dal Gibbo (v) alla Levana (v), dai carusi (v) alle foscariane (v), ecc. Sono conservati presso l’Archivio Storico Tono Zancanaro varie decine di questi quaderni, dai primi piccoli block-notes a spirale dove schizzava visioni di Padova (v) e dei suoi abitanti, pronto a cogliere l’attimo fuggente, agli ultimi elaborati quaderni che si faceva preparare appositamente, con formati e coloie da lui stesso selezionati.