Paesaggio

Il paesaggio, sia naturale sia urbano, ha sempre avuto un ruolo importante nell’opera di Tono fin dai primi dipinti ad olio su tavola, ed i primi segni fatti per divertire il nipotino Renzo Bussotti. Il paesaggio naturale non è mai completamente tale, in quanto sono sempre presenti tracce umane, o segnali surreali. Il paesaggio urbano è da Tono più sentito. In altre parole per Tono è più importante il segno dell’uomo, che modifica la natura, della natura stessa, anche quando essa con la sua forza è in grado di distruggere quanto l’uomo ha fatto, come nel caso dell’alluvione del Polesine (v). Nei paesaggi di Tono il segno dell’uomo è sempre presente, così nelle vedute della zona di Mussolente (v) , ad esempio, poco spazio è lasciato all’ampia veduta della valle o dell’altipiano di Asiago, mentre in evidenza sono le case dei contadini; lo stesso succede per le colline Toscane, dove si reca evidentemente a passeggiare, con la sorella Ines ed i nipotini Renzo e Sylvano, nella località Prato dello Strozzino – Bellosguardo (v), e per le opere minori come quelle raffiguranti delle recinzioni. Ma sono certo le città ad attirare maggiormente la sua attenzione, in quanto prodotto dell’uomo, ed intreccio della vita degli abitanti che qui lasciano traccia del loro passaggio, anche quando le case sono demolite: sulle pareti impudicamente esposte agli occhi dei passanti rimangono le impronte lasciate dagli abitanti: i segni dei quadri, delle testiere di letto, gli stessi fantasmi di coloro che le hanno abitate, nella gioia e nel dolore. Con questo spirito Tono visita e ricorda le città conosciute: per alcune, anche importanti come Firenze (v), o suggestive come Orvieto (v) ed Alberobello (v) con i suoi famosi trulli si tratta solo di pochi fogli isolati. In qualche caso manca ogni indicazione relativa alla città, altri fogli sono studi per la realizzazione di litografie. Ma in altri casi, come per Venezia (v) o per Roma (v), e particolarmente per Padova (v), si tratta di interi cicli di lavoro, che non sono però limitati nel tempo, ma si estendono lungo tutto l’arco temporale dell’attività di Tono. Anche nei suoi soggiorni all’estero l’attenzione di Tono è accentrata sulla figura e sul paesaggio urbano, così dei soggiorni a Parigi (v) rimangono visioni di personaggi (che a volte richiamo il Gibbo (v) nella loro facies ottusa) come nel caso di "Avanspettacolo a Parigi" (ASTZ/629), o di clochards addormentati sulle scalinate del Lungosenna. Si nota una eccezione nel ciclo di disegni della Cina (v), dove non solo viene ripreso il paesaggio urbano e industriale, ma l’attenzione di Tono si accentra sulle foglie di Loto (v) del lago di Hang Ciu (v), e non compare alcun elemento o manufatto umano.
E' possibile visitare una mostra virtuale dedicata si lavori di Tono Zancanaro sui paesaggi.