Mostra a Grosseto

LA DIVINA COMMEDIA DI TONO ZANCANARO
POLO CULTURALE LE CLARISSE DI GROSSETO
DAL 29 APRILE AL 19 MAGGIO 2021

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INFERNO
66036 66040 66031 66033
PURGATORIO
 66027  66030  66023  66026
PARADISO
66017 66019 66015

 

COMUNICATO STAMPA

La Divina Commedia di Tono Zancanaro
Polo Culturale Le Clarisse
dal 29 aprile al 19 maggio 2021

In occasione del VII centenario della morte di Dante, il Polo Culturale Le Clarisse organizza una mostra di dodici litografie della serie dedicata alla Divina Commedia (1966) da Tono Zancanaro (Padova 1906-1985), uno dei più importanti disegnatori e incisori del secondo dopoguerra in Italia (ha vinto il Primo Premio per l’incisione alla XXVI Biennale di Venezia del 1952).

Come integrazione al percorso dantesco, nella Sala Conferenze di Clarisse verranno esposte altre opere di Zancanaro che appartengono alla Collezione d'arte del Comune di Grosseto. Tra queste, i pezzi unici Pescatori di Comacchio e La Giudecca e il Canal Grande.

L'esposizione sarà aperta con ingresso libero dal mercoledì al venerdì con orario 10-12 e 16-18. Preferibile la prenotazione telefonando al 0564/488067 – 488547.

La Divina Commedia di Zancanaro

Alla “Divina Commedia” Tono Zancanaro si era dedicato a partire dal 1964 con alcuni disegni per conto dell’editore Laterza di Bari, ma le litografie vennero realizzate successivamente, dal 1965 al 1966. Per il colore delle litografie, Zancanaro scelse il nero per l’Inferno, il rosso per il Purgatorio e l’azzurro per il Paradiso.

Negli anni seguenti il tema della “Divina Commedia” venne ripreso da Tono moltissime altre volte, specialmente i soggetti come il Buon Apollo; Non facea nascendo ancor paura la figlia al padre; Le sfacciate donne fiorentine; Paolo e Francesca. Di questa esperienza Tono serbava una memoria molto intensa: “Non ricordo avventura più forte, esaltante e preziosa di illustrare la Divina Commedia...”.

Tono Zancanaro e Grosseto

La prima volta che Zancanaro espose una sua opera a Grosseto fu nel 1955, all’interno della rassegna nazionale del Realismo. In quella occasione il Comune di Grosseto acquistò l’opera di Zancanaro Pescatori di Comacchio. Da quel momento l’artista frequentò con regolarità il capoluogo maremmano. Nel dicembre del 1961 il Comune deliberò una campagna di acquisti per istituire una pinacoteca comunale d’arte moderna, e comprò il disegno La Giudecca e il Canal Grande. Su iniziativa del Professor Ragghianti, il Palazzo della Provincia ospitò nel 1966 le stampe che Tono Zancanaro e Renato Guttuso avevano dedicato alla “Divina Commedia”. In quell’occasione l’amministrazione comunale acquisì l’intera serie litografica (38/70) dell’artista veneto, oggi conservata presso gli uffici del Teatro degli Industri.

Nel 2007, il CEDAV (Centro Documentazione Arti Visive del Comune di Grosseto) organizzò una mostra dal titolo “SottoTono, opere di Tono Zancanaro della collezione del Comune di Grosseto”, che presentava al pubblico per la prima volta le sedici opere di Zancanaro acquisite dall’amministrazione negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Dopo questa iniziativa, l’Archivio Storico Tono Zancanaro di Padova decise di donare al Comune di Grosseto ben 147 opere dell’artista – attualmente custodite nei depositi visitabili del Polo Culturale Le Clarisse – tra cui un corpus di 17 litografie relativo alla Divina Commedia (cartella unica e rara, del 1966) e 29 incisioni (26 acqueforti e 3 acqueforti e puntasecche) di vario formato e periodo (prevalentemente su carta 35x50 e 50x70).

Nel 2011 il CEDAV organizzò, al Museo archeologico e d'arte della Maremma, la mostra “La Divina Commedia di Tono Zancanaro” (9 luglio - 4 settembre). Oltre alle stampe dedicate al poema dantesco, furono esposte anche altre opere – dipinti, acquerelli, disegni – dell’artista che seguivano la divisione tematica della Commedia dantesca: la dimensione del male rappresentata dalla figura mostruosa del Gibbo, la dimensione paradisiaca dei paesaggi e delle figure femminili mitizzate, la dialettica tra queste due dimensioni espressa dal lavoro dell'uomo che cerca di emanciparsi dallo sfruttamento.

Tono Zancanaro

Tono Zancanaro (Padova 1906-1985) è uno dei più importanti disegnatori e incisori del secondo dopoguerra in Italia. La sua produzione, iniziata dal 1932, comprende una varietà di temi che vanno dalla satira politica antifascista (la celebre serie del Gibbo, 1941-1949) al racconto realistico (i lavori del 1951-1956 sulle mondine e sull’alluvione del Polesine), dalla figurazione erotica (a partire dalla serie di Levana, 1946-1950) ad un estroso e visionario vedutismo urbano. Ha partecipato a tutte le Quadriennali dalla IV edizione (1943) alla X (1973), e ha vinto il Primo Premio per l’incisione alla XXVI (1952) Biennale di Venezia.