Mondine

negli anni ‘51-’52 Tono sente la necessità, forse anche a seguito della riscoperta della "manualità" dovuta all’inizio dell’attività di ceramista (v. ceramica), di frequentare e capire più a fondo il mondo del lavoro, che prima aveva conosciuto come impiegato (cosa che aveva odiato) e come aiutante del padre nella bottega di meccanico agricolo. La frequentazione degli ambienti sindacali gli permette di ottenere la qualifica di delegato, e quindi di accedere, per conto della Camera del Lavoro, direttamente alle risaie, e di capire il rapporto di lavoro esistente fra le mondariso ed i "caporali", condividendo con le mondine i disagi della situazione. Sono fogli moto intensi, trattati a linea o a macchia, raramente con l’intervento della sanguigna, e solo qualche macchia di rosso è adoperata solo per le bandiere. Sono adottati vari tagli prospettici, a volte radenti l’orizzonte, con forte senso della profondità, a volte a volo d’uccello, per dare la visione della scena nel suo complesso. È presente l’uso della macchia, tralasciato dai primi anni quaranta, per dare consistenza all’acqua ed alla nebbia, per rendere le trasparenze della vegetazione lacustre. È un momento di grande partecipazione ed impegno politico (v. disegni politici).