Selinous Akreidea

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Il pannello misura 1,80x4,20 metri, si piega a metà lungo la linea centrale, e quando fu portato nella sede della Quadriennale in via Nazionale nel 1964, il direttore era Fortunato Bellonzi.

Si tratta prevalentemente di una composizione al femminile, dedicata a Luisa che è particolarmente somigliante nella figura all’estrema sinistra, mentre le figure maschili sono degli autoritratti giovanili.

La figura maschile centrale in origine non era come appare ora: il pene del ragazzo era scoperto, e esibiva un attributo maschile di tipo greco, nel senso che l’estetica greca voleva i peni piccoli (vedi i bronzi di Riace). Questa figura col pene scoperto generò scalpore, e allora Bellonzi scrisse a Tono una lettera molto bella, conservata presso l’Archivio Storico Tono Zancanaro, dove dice: “Caro Tono, ho visionato quest’opera in quanto mi sono accorto che gli operai sghignazzavano facendo commenti irripetibili, ho guardato ed ho visto che questo particolare”.

In pratica per la morale dell’epoca le donne si potevano mostrare nude mentre gli uomini no. Da bambini si mostrano i maschietti nudi e le femminucce no, da adulti la cosa si inverte si possono vedere le donne nude e gli uomini no.

“Dovresti fare qualcosa” chiede il direttore Bellonzi. La prima reazione di Tono è arrabbiarsi e di non fare niente; dice che l’opera è nata così o la esponete in questo modo o la porto via. Dopo uno scambio di lettere abbastanza intenso fra Bellonzi e Tono, alla fine Bellonzi, che era molto bravo, lo convinse a modificare l’opera.

Tono la modifica come appare ora: dove prima c’era un singolo pene con due testicoli ora ci sono una serie di peni, in scalata. Però la fantasia vede quello che vuole.