Il primo amore: Olga

Il 7 giugno 1933 Tono entra al bar Sport che allora era in piazzale Savonarola, in un gruppo di case poi demolite per far posto all’attuale albergo, e rimane profondamente colpito dalla cassiera, che presto scoprirà chiamarsi Olga, Olga Volena.

È questo il primo grande amore di Tono per una donna, amore tanto forte che nei disegni che vanno grosso modo dal 1933 al 1940, anno in cui poi ci fu la rottura, Tono mette davanti alla sua firma quasi in ogni lavoro la sigla “76”.
“76” sta per 7 del 6, 7 giugno: giorno e mese in cui ha conosciuto Olga.

Olga è il primo personaggio che Tono porta avanti in molti disegni, il primo vero ciclo tutto dedicato ad una figura femminile,che viene dipinta non solo alla cassa del bar, ma ovunque, perfino come commessa in un negozio di ricordi a Pompei, oppure a passeggio in inverno con il paltò con un collo di pelliccia.

Gli anni di Olga, il cui nome viene spesso modificato in Volga per il concomitante interesse di Tono per la narrativa russa in questo periodo, sono gli anni dello sventramento di Padova, veniva demolito il quartiere Borgese, e la casa di Donatello, per far posto a piazza Spalato (ora piazza Insurrezione XXV Aprile) e per la cosiddetta “razionalizzazione” della città di cui Tono si era occupato anche in uno dei suoi scritti su Padova . Sono anni di speculazione edilizia, ovunque ci sono case diroccate con muri sbrecciati e sulle pareti i segni dei quadri che vi erano appesi e dei mobili che vi erano appoggiati. Tono dipinge decine di queste case diroccate, dove vivono ancora i fantasmi delle persone che vi abitarono, fra le piastrelle sbrecciate dei bagni e delle cucine. Sui muri di queste case, formato dalle macchie o nascosto fra i segni del tempo, compare il nome di OLGA, e spesso VOLGA. Gli stessi nomi sono spesso ripetuti nel cielo, fra le nuvole o formati dalle nuvole stesse.

Sempre davanti alla firma compare la sigla scaramantica “76”.

Dopo la rottura Tono, fatta da Olga per motivi che non sono noti, Tono non fece più un suo ritratto, ma circa un anno dopo, nel 1941, realizza un disegno in inchiostro al tratto, dove si vede un vecchio cimitero: sulle lapidi in parte divelte e rotte dal tempo si leggono delle scritte, del tipo “Qui giace il Tal dei Tali, uomo probo tutta casa chiesa famiglia” utilizzando un linguaggio ottocentesca un po’ ridondante. In una lapide rovesciata si legge la scritta: “Qui giace Tono morto pazzo per amore il 7 del 6 del 1933”, a ribadire la forza del sentimento che ancora non si era attenuata.

Tono e Olga non si videro più per moltissimi anni, si incontrarono casualmente una sera nell’inverno 1984 durante una delle ultime, rare uscite a piedi di Tono per Padova, pochi mesi prima della sua morte.

Alcune immagini di Olga: