Le Gibboncine del Gibbo

Il GIBBO è considerato come la più grande invenzione grafica realizzata da Tono, studiato in particolare da Carlo Ludovico Ragghianti nel suo studio intitolato “Parlamento per Tono”.
Il GIBBO è l’incarnazione di Mussolini, Tono lo rappresenta nei suoi atteggiamenti tronfi e trionfalistici, giocando con le frasi roboanti del regime trasformandole in un calembour come spesso Tono faceva nel lettering con cui completava le opere. In questo modo, ad esempio il motto “Ogni casa un corpo di guardia” si trasforma in “Ogni casa un porco di guardia” con un maiale posto a difesa del caseggiato.

Questi fogli nascono tutti in periodo fascista, e circolavano clandestinamente, ricordiamo che Tono ha partecipato attivamente alla Resistenza, introdotto alla lotta clandestina da Eugenio Curiel.

GIBBO non è solo, lo accompagnano una pletora di personaggi: gli stessi che circolavano attorno a Mussolini, da Gabriele D’Annunzio trasformato da Tono in L’Orbo Veggente al principe Umberto che prende il nome di Berto Lana, ecc.

Naturalmente molte figure di contorno sono femminili, come La Patria al di sopra del partito dove un’Italia con il volto coperto dalla veletta, come si usava fra le donne eleganti e per mantenere un anonimato, con il corpo strizzato in un bustino che fa esplodere il seno cavalca un Gibbo dalle lunghe corna e provvisto anch’esso di seni esuberanti.

A volte anche lo stesso Gibbo viene mostrato in veste di donna, in particolare Tono lo identifica con la Gaetana, donna famosa a Padova per la sua mole in quanto malata di elefantiasi e che per questo circolava con una bicicletta senza pedali, e crea la Gibba Gaetana snaroctona, cioè cacciatrice di “snaroci” anziché sauroctono, cioè cacciatore di draghi. Il gioco di parole è significativo della visone che Tono aveva del fascismo.

Gibbo è sempre rappresentato con attributi sessuali ipertrofici, sua maschili che femminili: seni enormi ed in gran numero, sederi globosi, sessi enormi o spalancati.

Il personaggio femminile più diffuso nei disegni del Gibbo è rappresentato dalle Gibboncine,  a loro volta simbolo di volta in volta o dell’Italia o delle italiane, che singolarmente o in gruppo accorrono al richiamo del Capo, pronte a soddisfare ogni sua richiesta perché Gibbo rappresenta la loro grande passione, anche se raffigurato come una vecchia dai lunghi seni penduli.

Curioso il disegno dove è rappresentato il famoso divano con la tappezzeria a grandi strisce presente nella sala del mappamondo a Palazzo Venezia a Roma, dove Mussolini-Gibbo era solito ricevere le sue donne-gibboncine, raffigurate pronte a volar via: Mussolini era famoso per la velocità con sui soddisfaceva le sue esigenze.