Disegni politici

dopo essere stato inizialmente fascista, come il padre Natale ed il fratello Cesare, la frequentazione degli ambienti universitari, particolarmente con Eugenio Curiel, Egidio Meneghetti e Concetto Marchesi hanno portato Tono ad avvicinarsi alla sinistra, ed infine ad iscriversi al Partito Comunista nel 1942. L’impegno politico di Tono si è sempre attuato principalmente attraverso il suo lavoro, sin dagli esordi quando la sua attenzione era attratta dagli emarginati, dai disoccupati, dai derelitti della società. Successivamente il ciclo di disegni del Gibbo (v) ha manifestato, attraverso tutto il periodo fascista, la sua fede politica, ed il ciclo dei Demopretoni (v) ha chiarito definitivamente la sua posizione nei confronti della Chiesa e della religione. Ma la passione politica si è espressa anche attraverso altri lavori: la serie di disegni dedicati ai partigiani in montagna, i tremendi disegni sui partigiani impiccati, o quelli drammatici della mamma del partigiano (dove quasi sempre la mamma è quella di Tono), e via via attraverso le visioni notturne del Pra’ della Valle (v), dove dalle guglie di S. Giustina (v) torme d’angeli minacciano/difendono il mondo brandendo le loro croci a mo’ di spade, ed ancora la serie del realismo (v) dedicata al lavoro delle mondine (v), all’alluvione in Polesine (v), ma ancora con i ragazzi di Comacchio (v) prima ed i carusi (v) poi, e con il ciclo dei disegni realizzati in Cina, e… Tutta l’opera di Tono è sempre stata, oltre che tesa versa la ricerca della perfezione classica, verso un impegno morale e politico che per molti è stato di stimolo e di esempio.