Antenore

15595Nell'Iliade, Antenore viene descritto come un vecchio eminente e saggio troiano che implora i suoi concittadini affinché essi restituiscano Elena al marito, Menelao, per scongiurare il conflitto con gli Achei. Tale richiesta resterà inascoltata, per il prevalere del partito favorevole alla guerra, riunitosi intorno all'altro consigliere di Priamo, Antimaco.

Secondo Tito Livio, Antenore ottenne la libertà dagli Achei grazie al ruolo moderato che avrebbe svolto durante la guerra.

Comunque siano andate le cose, egli giunse nel Veneto con la moglie, i figli superstiti (sette erona morti durante la guerra con i greci) e alcuni alleati dei Troiani (i Meoni di Mestle e i Paflagoni rimasti senza guida dopo la morte del loro comandante Pilemene), e fondò Antenorea, denominata in seguito Padova, dove poi morì.

A Padova sorgerebbe anche la sua tomba (che in realtà accoglie le spoglie di un guerriero ungaro, morto durante le invasioni del IX secolo).

Ad Antenore, mitico fondatore di Padova, è dedicata una delle statue del Prato della Valle, ed è questa che viene ripresa da Tono in questo piccolo lavoro.

Antenore, china a tratto e pennello s.d., dim. cm 12,5x8,6 - ASTZ 15595