Io Taide la pu e zozzo'

14143Oltre ai disegni sulle carte colorate  per illustrare la Divina Commedia, china acquarellata per l'Inferno china a tratto su carta rossa per il Purgatorio e china a tratto su carta azzurra per il Paradiso, essendo rimasto profondamente colpito dalla lettura dell'opera di Dante, al punto di scrivere in una presentazione dei disegni di questo ciclo: "... non ricordo avventura più forte, esaltante e preziosa di questa ...", Tono ha realizzato una serie di lavori di dimensioni maggiori, fra cui questo foglio dedicato a Taide, una cortigiana amata dal soldato Trasone e dal giovane Fedria.

Trasone dona alla cortigiana una schiava di nome Panfila, di cui si innamora Chèrea (fratello di Fedria) che, travestito da eunuco, si incontra segretamente con lei. Trasone cerca poi di riprendersi Panfila, ma alla fine lei viene liberata scoprendo di essere cittadina ateniese. Potrà così avvenire il matrimonio tra lei e Chèrea, mentre Taide preferirà convivere con Fedria.

Taide è presente nel XVIII canto dell'Inferno della Divina Commedia, è nominata da Virgilio:

« Appresso ciò lo duca "Fa che pinghe"

mi disse "il viso un poco più avante,
sì che la faccia ben con l'occhio attinghe

di quella sozza e scapigliata fante
che là si graffia con l'unghie merdose
e or s'accoscia, e ora è in piedi stante.

Taidè è, la puttana che rispose
al drudo suo quando disse "Ho io grazie
grandi appo te?": "Anzi maravigliose!"

E quinci sian le nostre viste sazie". »

Io Taide la pu e zozzo', china acquarellata del 1966 cm 50x70 - ASTZ 14143