Opere

I quaderni di Tono

Tono era infaticabile lavoratore, al punto che si era fatto realizzare degli appositi quaderni, come dei "diari", da viaggio sui quali continuava a disegnare durante i numerosi spostamenti, prima in autobus o treno, poi in auto, perché diceva "la mano deve continuare a muoversi, un po' come la mano del pianista che durante i viaggi si esercita su una tastiera muta, così la mano di chi disegna deve ripetere continuamente il segno, per migliorarlo e per trovarne di nuovi".

Questri quaderni sono di vario formato e con fogli di vari colori, il bordo interno è spesso incollato al fine di poter eventualmnte togliere uno o più fogli facilmente. Altri sono rilegati, spesso fatti appositamente realizzare da amici e compagni come regalo per Tono.

Alcuni sono stati creati recuperando vecchie carte o vecchie raccolte di fogli dei secoli precedenti.

Tono disegna su una sola facciata, e data la situazione in cui opera il segno non è quello nitido e regolare solito, ma risente delle sollecitazioni cui lo sottopone il mezzo su cui si trova.

La copertina e la controcopertina sono in genere più elaborate dei lavori interni, e Tono aggiunge sempre (a volte sulla costola) il suo nome e indirizzo in caso di perdita.

A titolo di esempio riportiamo di seguito un piccolo quaderno, da tasca, del formato di cm 15x12 con le due copertine ed i 65 disegni interni

A   B

 

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Disegni erotici

L’erotismo, come forza e stimolo vitale, è sempre presente nei lavori di Tono, a volte in forma poetica come nel caso della Levana (v), a volte in forma satirica come nel caso dei cicli dedicati al Gibbo (v) od ai Demopretoni (v), spesso in forma volutamente provocatoria come nel caso delle illustrazioni del Satyricon (v) o di altri lavori che, per la loro chiarezza, hanno sempre circolato con una certa difficoltà.

Ecco una piccola selezione di opere a sfondo erotico, ricordando che l'erotismo è presente in moltissimi lavori di Tono, anche non strettamente attinenti all'oggetto.

 

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Mosaici

Durante i suoi soggiorni a Ravenna, dove insegnava tecniche incisorie presso l'Accademia di Belle Arti, Tono entra in contatto con la Cooperativa Mosicisti e, in collaborazione prima con Sante Spartà e successivamente con Romolo Papa (che eseguirà la maggior parte dei mosaici di Tono) realizza nel tempo una cinquantina di mosaici, di molti dei quali si sono perse le tracce, mentre alcuni di grndi dimensioni sono custodii presso enti pubblici come il Museo Civico di Padova o il Comune di Palermo.

Di seguito alcuni dei mosici realizzati da Tono, e fra questi una Luisa in stato di lavotazione:

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Cina

Tono Zancanaro si reca in visita nella Repubblica Popolare Cnese nel 1956 come membro di una delegazion di artisti italiani, riportando un profondo effetto da questa esperienza, che lascerà tracce in tutto il suo lavoro negli anni a venire.

Nel 1987, due anni dopo la scompasa del maestro, una grande mostra è stata realizzata presso Palazzo Lanfranchi a Pisa, con la pubblicazione del volume TONO|Cina curato da Manlio Gaddi e con testi di Nicola Micieli (Tono Zancanaro: i disegni della Cina) e Giorgio Segato (Tono: viaggio in Cina).

Il 19 settembre 2014 a Canton sarà inaugurata una mostra retrospettiva con i fogli realizzati durante il soggiorno cinese, e completata con la presenza di cinque mosaici.

Altre informazioni possono essere trovate nel Glossario alla voce Cina.

Di seguito una selezione dei lavori realizzati nel 1956 durante il soggiorno cinese, suddivisi per comodità in categoria:

Le città 

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Le persone

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Pionieri e cinesine

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Oggetti di vita quotidiana

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Giocolieri e acrobati

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 La danza della barca

 

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La danza dei coltelli

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La danza dei nastri

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Dal tempio dei 500 Budda della corsa del tigre

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Dalle grotte di iun Can

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Ninfee e Fiori di Loto

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Introduzione alle opere

In questa sezione è possibile accedere ad una selezione, per quanto vasta, dei lavori realizzati da Tono Zancanaro nell'arco di oltre cinquant'anni di attività artistica.

Per comodità di lettura, anche seguendo in gran parte il metodo di lavoro di Tono, le opere sono state suddvise per categorie, ed ordinate nel menù in maniera tale da rispecchiare in gran parte anche l'ordne cronologico di realizzazione; è comunque vero che mentre alcuni cicli sono temporalmente ben definiti in un arco di tempo chiaramente delimitato (come nel caso del Gibbo, dei Demopretoni, della Levana, del Neogibbo, dei Mostri Palagnesi per fare alcuni esempi), altri coprono periodi molto lunghi, come i Carusi siciliani o il ciclo della Brunalba, o si espandono lungo tutto l'arco dell'attività di Tono come nel caso delle vedute padovane che iniziano nei primi anni '30 (i primi lavori datati noti di Tono sono del 1931) per terminare con un Prato della Valle nel 1985, anno della morte.

Ogni sezione è preceduta da una breve introduzione, così come anche alcune opere particolari sono accompagnate da una descrizione più specifica. Se si desidera ricevere informazioni maggiori, o relativamente ad una specifica opera, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. specificando il proprio interesse, e nel caso di richiesta informazioni su uno specifico lavoro allegare una buona foto dello stesso.

L'Archivio fornisce gratuitamente anche informazioni circa l'autenticità delle opere di Tono Zancanaro, e su richiesta provvede al loro inserimento nell'Archivio Storico ed a fornire una dchiarazione di autenticità. Per maggiori informazioni inviare una richiesta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sottocategorie

  • Disegni di vita militare

    Disegni realizzati da Tono quando viene richiamato alle armi nel Genio Ferrovieri a Castelmaggiore (Bologna) nel 1939.

    Per comodità di visione i fogli sono stati suddivisi per categoria:

    In camerata

    Il cortile della caserma

    Vita di caserma

    Personaggi

    Militari in treno

    Libera uscita

    Ospedale militare

  • Paesaggi

    Il paesaggio è importante nel percorso artistico di Tono, e si tratta, con alcune notevoli eccezioni, prevalentemente di paesaggi urbani, e comunque sempre antropizzati.

    Il soggetto preferito è Padova, cui sono dedicati centinaia di lavori, e poi Roma in particolare piazza Navona, e via via le altre città.

    I paesaggi "naturalistici" sono dedicati al periodo giovanile quando la famiglia Zancanaro andava in vacanza a Mussolente, presso Bassano del Grappa, e ancora di più le visioni siciiane di Capo d'Orlando Motya e Selinunte

  • Opere di piccolo formato
  • Illustrazioni

    Tono è stato un lettore tardivo, introdotto alla lettura inizialmente dai fratelli Deschi con i quali lavorava presso l'Unione Bancaria principalmente con i grandi classici russi.

    Una volta iniziato Tono non ha più smesso, divenendo lettore infaticabile ed onnivoro, interessato a tutti i generi letterari.

    L'interessamento di Tono per la letteratura non è quindi stato episodico, e dai lontanti anni '20 del secolo scorso si è protratto per tutta la sua vita, mettendpo insieme una cospicua biblioteca.

    Interloquiva quindi con opere molto diverse che spaziavano dal Bertolodo e Bertoldino agli Epigrammi greci e latini, dalle novelle di Verga al Satyricon di Petronio Arbitro, dalle poesie sulla Resistenza di Antenore Foresta (pseudonimo di Egidio Meneghetti) ai Poemi Cavallereschi dell'Ariosto, dalla Guerra delle Salamandre di Capek al Gargantua e Pantagruel di Rabelais, dalle novelle di Maupassant alla Divina Commedia di Dante, e via citando.

    La grande maestria di Tono Zancanaro è stata poi nel rendere visivamente il contenuto dei libri letti, di cui in questa sezione vengono mostrati una serie di esempi.

    Inoltre moltissime sono state le copertine realizzate  per volumi di ogni tipo.

  • Satira politica

    Tono Zancanaro ha sempre partecipato attivamente alla vita politica, nato in una famiglia fascista (il fratello Cesare è stato anche volontario nelle guerre coloniali) grazie ad alune letture suggerite dai freatelli Deschi mentre lavorava come impiegato in banca, con l'aiuto e l'amicizia di personaggi come Eugenio Curiel, Ettore Luccini, Egidio Meneghetti solo per fare tre nomi, ben presto si avvicina al Partito Comunista Italiano ed alla lotta clandestina (in particolare sotto la guida di Eugenio Curiel), ed anche il suo lavoro di artista, che già era stato influenzato dalla visione di Ottone Rosai, risente della sua passione politica, che lo accompagnerà per tutta la vita.

    Quattro sono i filoni principali nei quali la carica satirica di Tono si fa particolarmente sentire:

    Il ciclo del Gibbo, serie di oltre tremila fogli, di cui si è occupato Carlo Ludovico Ragghianti con il saggio "Parlamento per Tono" più volte pubblicato (vedi nella bibliografia), che circolavano clandestinamente durante il fascismo dove Tono attacca ferocemente Mussolini e ilò fascismo (vedere nel Glossario alla voce Gibbo).

    Il ciclo dei Demopretoni, che segue immediatamente a quello del Gibbo di cui conserva il segno, dove gli strali di Tono puntano al referendum monarchia/repubblica del 1946 ed hanno come bersaglio principale la Democrazia Cristiana , Alcide De Gasperi fra gli altri ma non solo, e la chiesa cattolica. Ma non dimentica anche il comportamento dei socialisti, dei socialdemocratici di Giuseppe Saragat e del Partito Liberale Italiano.

    Il terzo ciclo è quello del NeoGibbo: agli inizi degli anni '60 del secolo scorso in Italia si avvicinava un pericolo neofascista, con un tentativo fallito di colpo di stato, appoggiato dalla Democrazia Cristiana e, nella visione di Tono, ancora dal Partito Socialista e dal Partito Socialdemocrartico.

    Il quarto e ultimo ciclo è quello dei Mostri Palagonesi, dove la satira di Tono si sposta dal piano più strettamente politico a quello culturale e gli attacchi sono a personaggi dell'arte e della cultura degli anni '70 del secolo scorso.

     

  • Litografie

    Viene qui presentata un'ampia selezione dell'opera litografica di Tono Zancanaro, per comodità di lettura suddivisa per anno di realizzazione e per raccolte create per cartelle di grafica.

    Non è possibile pubblicare tutte le litografie catalogate, che sono oltre 1.300, la selezione proposta ne presenta comunque oltre 500, più che sufficenti per una lettura del percorso di Tono.

    Tono e Giuliano Busato alla Bottega del Busato al lavoroLe prime lito risalgono al 1949 e sono state volute da Carlo Cardazzo che allora dirigeva la Galleria del Cavallino in Riva degli Schiavoni a Venezia: la prima opera in assoluto pare sia stata dedicata a Levana, secondo grande amore della sua vita, e vede la luce anche la prima cartella di litografie dedicata alle illustraziini del Satyricon di Petronio Arbitro. Nel 1950 nasce la seconda cartella, di piccolo formato: queste prime lito hanno solo Levana come soggetto.

    Vi è quindi un salto di nove anni, dedicati prevalentemente all'incisione di cavo, prima dell'inizio della vera avventura di Tono con la stampa su pietra, che sarà per lui anche riscoperta dell'uso del colore, da tempo trascurato a favore della linea pura e delle gouache con l'inchiostro di china ed il carboncino.

    La maggior parte del lavoro è stato svolto a Vicenza presso la Bottega del Busato, prima con il fondatore Ottorino e sucessivamente con il figlio Giuliano, ma molte opere sono state realizzate a Populonia ed a Firenze con la Stamperia Cantini, ed occasionalmente presso altre stamperie sia in Italia che all'estero.

    A titolo di curiosità ecco il grafico che illustra il numero tirature litografiche create da Tono nei vari anni, a dimostrazione dell'interesse di Tono per questa tecnica, ed anche la relativa risposta del mercato dell'arte

    Grafico lito

    La raccolta completa dell'opera litografica di Tono Zancanaro è conservata a cura del Comune di Cesenatico, a cui ci si può rivolgere per informazioni.

  • A quattro mani

    Lavori realizzati in collaborazione fra Tono Zancanaro ewd il nipote Sylvano Bussotti